IL CORRIERE DELLA POLPETTA


GATTO NERO
26 novembre 2006, 19:54
Filed under: Trattorie Milanesi e Lombarde

IN REVISIONE

Voglia di “Piccolo Mondo Antico”

Arrivati al quartiere Ortica – che più di una zona della metropoli pare un piccolo borgo – oltrepassiamo l’ingresso (o forse uno stargate?) dell’osteria e ci sentiamo subito catapultati nella Milano popolare del secolo scorso. Ci accoglie il proprietario con la sua lunga barba bianca, ex alpino sosia di Babbo Natale, che da quasi quarant’anni gestisce, con piglio patriarcale, questa minuscola riserva milanese “doc”. Le tentazioni della modernità e lo scorrere del tempo qui pare non abbiano attecchito. L’ambiente, che farebbe rabbrividire un commissario dell’Unione Europea, è spartano e genuino e scopriamo ben presto che il dialetto milanese è l’unica lingua ufficiale. Forse all’inizio si resta un po’ sorpresi e spiazzati davanti a quest’oasi surreale, ma poi, complice un calice di vino e gli scoppiettii del camino, si è sempre di più a proprio agio e tornano alla memoria con piacere i ricordi dei pranzi domenicali a casa dei nonni.

I piatti proposti sono quelli della tradizione lombarda e la cucina è squisitamente casereccia. Si comincia con un antipasto di salumi e sottolii per proseguire con risotti, minestre e pasta e fagioli. I secondi poi sono rigorosamente di carne: enormi cotolette, coniglio arrosto, costine di maiale, ossibuchi e brasato. Il tutto accompagnato da vagonate di polenta. E per chiudere dolci fatti in casa. Un viaggio nel tempo a 25 euro.

da ZER02 del 16 ottobre 2006

gatto-nero3.jpg

Gatto Nero
Via Ortica 15
Mappa
Tel: 02 7388450
Chiusura Lunedì

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14 commenti so far
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purtroppo la fantastica recensione che ci ha portato al gatto nero dell’ortica non corrisponde più alla realtà. Scortesia (sembra che siano i proprietari a farti il favore a farti sedere!), vino solo in bottiglie da litro (in due e poco inclini agli spiriti bacchici abbiamo dovuto cenare con acqua!), menù molto sintetico (ma comunque buono). Per la pulizia non so….due gabbie con merlo e pappagallo praticamente sulla testa dei commensali non credo siano il massimo! Ma soprattutto è la scortesia quello che più innervosisce. Mi spiace davvero!

Commento di Anonymous

Sono stato sabato sera, la signora è simpatica, il fratello con me è sempre gentile. la signora vuol sembrare rude, ma non è affatto il carattere di fondo, se poi trova uno che parla milanese si diverte. Polenta eccezionale, cappone anche, stufato buonissimo. E’vero si potrebbe migliorare sul vino.

Commento di MaxMaz62

confermo!
ci sono stata un paio di anni fa per il compleanno di mia madre e – seppur si mangi bene – i proprietari sono molto scortesi e rudi.
eccezion fatta per il vecchio padre (il signore con la barba di cui si parla nella recensione) che è molto gentile, ma la figlia – che evidentemente ormai ha preso in mano la gestione – è veramente odiosa.

Commento di Anonimo

evidentemente, una volta presa la china discendente, è difficile fermarsi. quando ci sono stato io: scortesia affatto folcloristica ma da cazzotti nei denti, locale vuoto, gelidamente silenzioso che ti sembra di aver interrotto una conversazione in famiglia, apparentemente lurido, antipasto di sottoli direttamente dal barattolo e affettati sottovuoto del discount, cotolette di quelle che gli si stacca la panatura, vino pessimo. riassunto: 37 euro a testa. ah, la barba dell’alpino non è bianca. è gialla.

Commento di Rob

tutto confermato, oramai sono diventati furbi pure loro e giocano sulla tipicità del locale per sottrarti 40 euro dal portafoglio per una cena poi nemmeno tanto originale. cucina grezza, non dico malvagia ma ben ruvida e che non merita tanta enfasi. c’era da andarci 10-15 anni fa quando evidentemente questi signori non si erano ancora montati la tetsa.

Commento di giuseppe

Veramente LADRI!!! Il locale può essere tipico, folkloristico ma di basso, bassissimo livello. Se ci si adatta è perchè uno crede di spendere una cifra adeguata al posto. Il menù non è scritto, ma imposto dopo che ti hanno stappato acqua e vino. Il cibo è mangiabile, i prezzi: una L A D R A T A ! ! ! supersconsigliato

Commento di Nicola

A me questo locale ha fatto un’ottima impressione: ci sono stato la prima volta inviato da amici e ci sono tornato più volte.

L’ambiente è familiare e caratteristico e il gigantesco camino rende molto calda l’atmosfera. Tavolacci con tovaglie a quadri: chi vuole il ristorante di lusso cerchi altrove.

Il carattere sbrigativo ma simpatico dei titolari rientra nel contesto semplice dell’ambiente. E ci si riesce a fare quattro chiacchiere.

Lo stesso dicasi per il cibo. Semplice e ottimo. La cassoela è la più leggera che abbia provato finora. Il menu non è molto vario, ma è quello della genuina tradizione milanese.

In sintesi: un tipo di locale che si sta perdendo nella Milano moderna, e che fa piacere ritrovare nella sua semplicità.

Commento di Luca

Bellissima la recensione ma MOOOOOOLTO distante dalla realtà. La scortesia regna sovrana, la cucina è di bassissimo livello e i prezzi sono folli. Diciamo che con la scusa del folklore si permettono di rubare 30 euro per due tazze di vino e un piatto di affettati di bassissimo livello! sono appena tornato da una cena lì (la prima e l’ultima!) ho speso 31 euro per una bottiglia di vino (c’è solo in bottiglia) e un piatto di affettati: 10 fettine di salame e 5 o 6 di coppa rancida accompagnate da pane RAFFERMO. La signora che serve è a dir poco scortese, ladra e incapace. E’ davvero un peccato che un luogo con un potenziale simile sia solo indirizzato a derubare i poveri malcapitati!

Commento di stephen

Purtroppo ieri mi sono imbattuta nel Gatto Nero….Posto caratteristico, fantastico camino, l’anziano alpino e la figlia sono scorbutici ma ci sta, il nipotino di 12 anni simpaticissimo, 8 antipasti (salumi e sott’aceti) senza lode e sanza infamia, 9 secondi (13 euro-polente brasati, stinco) buoni ,3 formaggi, 2 dolci (secchi), 6 bottiglie di vino decente 13 euro l’una strapagato, 5 caffè, 6 grappe.bhe 41 euro a testa, mi dispiace ma non ci vede più, anche se dopo il conto ci ha messo la bottiglia di grappa per altro giro…ci sono almeno almeno 10 euro in più a testa….

Commento di lamari

Un vero peccato! Devo confermare quanto gia’ detto da molti altri. Il locale potrebbe essere molto carino e caratteristico ma e’ ormai talmente vuoto e silenzioso da risultare squallido.Proprietari decisamente scortesi.Niente vino della casa sfuso, quindi per forza bottiglia.Antipasto nella media, trippa che era praticamente minestrone, buono, ma minestrone.Unica nota veramente positiva lo stracotto d’asino con polenta, eccezionale.Conto 75 euro in due. Non ci siamo.

Commento di bionda

Il fatto che siano scorbutici, ci sta. Si vede che alla fine è gente semplice, alla mano.
L’ambiente è molto carino e accogliente, c’è un bel camino e sembra di tornare indietro nel tempo.
La qualità- prezzo, per quanto riguarda la cucina, è squilibrata: i prezzi sono decisamente troppo alti rispetto a quello che viene offerto. Nulla era particolarmente cattivo, ma neanche buono. Trenta euro a testa per un piatto di polenta e una bottiglia di vino, mi sembrano degni di un bravo cuoco o di una grande mangiata. L’ambiente casereccio e tranquillo e la cucina semplice delle osterie di periferia, lasciavano presupporre un prezzo più accomodante.
Con trenta euro potete farvi una cena migliore!

Commento di Vitaalumedicandela

Siamo stati molto male. Abbiamo ordinato polpette e bruscit con polenta.
Vomito e diarrea tutta la notte.

Commento di Valeria De Angelis

Solo adesso scopro questo bel sito ricco di informazioni, ma noto con stupore la recensione di questa pseudo trattoria di una volta. Ci siamo stati il passato inverno. Nonostante i terribili commenti riferiti da alcuni nostri amici abbiamo deciso di visitare questa trattoria: ambiente molto caratteristico con imponente camino ma spento, proprietari burberi e pietanze…di livello appena sufficiente e forse nemmeno. Abbiamo preso un antipasto di affettati misti che non avevano alcuna caratteristica che li distinguesse da quelli venduti al supermercato, e sottaceti da barattolo. Poi è stato il momento della cassoula servita con la polenta che galleggiava nell’olio. Ovviamente della cassoula presente nel piatto il 50% era costituita da ossa, la parte restante divisa tra cotenna e carne. Abbiamo preso un vino rosso in bottiglia a 30 euro rifiutando i dolci preconfezionati della lista e il conto totale è stato di 72 euro. Non ci siamo, non ci siamo proprio, questa è la classica fregatura, significa prendere per i fondelli la gente. Preciso di averlo detto in faccia allo scorbutico ragazzo figlio dei proprietari, perchè mangiare male e farsi fregare i soldi non è giusto, e sapete cosa mi ha risposto? Una frase incomprensibile in dialetto, detta mentre mi voltava le spalle!
Non perdo mai l’occasione per sconsigliare questo posto a tutti i miei amici, la disonestà non paga mai cari signori.

Commento di roberta

credo che il gatto nero abbia cambiato stabile.

Commento di uitko




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